Che occhi pesanti... ci vorrebbe un caffè. No, ma se prendo un altro caffè non dormo più, siamo oltre le 17. Dai, accetto il rischio. Nooo resisto, sai che stress la notte intera ad occhi sbarrati, sai che pensieri... Meglio una sciacquata al viso con acqua bella fresca, una canzoncina allegra e via riprendere a leggere, digitare, taglia/incolla, copia formato, correggi il rientro. Word è come una città che non ti piace ma in cui devi tornare spesso e anche se ti rifiuti di perder tempo a conoscerla, prima o poi ne impari per necessità strade e stradine. E le percorri sbuffando, puah.
Comunque non so come faccia chi lavora al pc tutto il giorno, gli occhi bruciano, le spalle si irrigidiscono e le dita stanno sempre nella stessa posizione, e poi il suono dei tasti sempre uguale, tu vuoi imprimergli una velocità diversa provando a fare uno quegli strani giochetti che capisci solo tu e che tanto ti compiacevano da piccola, ma sembra che cambiare il ritmo li renda ancora più grigi.
Che poi la tastiera è nera e non grigia, ma vabbè.
Ci sono un sacco di cose che non vanno esattamente come vorrei, eppure conservare l'ottimismo mi sembra l'unico mezzo di difesa costruttivo. In questi giorni penso spesso che qui è tutto un tunnel, appena esci da uno ti reinfili in un altro con un po' di entusiasmo, ma è un'altra corsa contro il tempo, sembra sempre di dover attraversare una strada lunga e col vento contro, ne sento il freddo sulla faccia, che odio il freddo. Cioè, è anche bello quando rende tutto più nitido e c'è il sole e tu hai tempo di chiuderti in qualche posto panoramico e caldo a guardarlo, tipo uno di quei bar che danno sul lungomare, di salerno o di qualche paesino del cilento magari, ma altrimenti, argh, mi rende sempre e comunque impotente.
Stamattina, quanto ho sorriso mentre mi gustavo quella fetta deliziosa di Mont blanc, pensando a quanto di autunno c'è in quel sapore di castagna e cioccolato, e guardando fuori c'erano quelle due persone in mare, al mare a fine novembre, in costume e coi piedi nell'acqua e che si bagnavano il resto del corpo e poi uscivano schizzando con i piedi. Io mangiavo l'autunno, e per loro era ancora estate.
Potranno raccontare "io una volta mi sono fatto il bagno a fine novembre".
Poi però ti ricordi che è praticamente inverno dal buio che arriva prima ancora che ti venga di desiderare il secondo caffè del pomeriggio.
Rinunci, e ti rimetti sulla tastiera grigia (nera.).
E rieccoci, stessa storia, stesso posto, stessi pensieri.
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sedicodiana il 28/11/2011 alle 17:25 | |