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14 dicembre 2010
Osservazioni sparse sul B-Day -ovvero: "Potrebbe piovere".
Fiducia rinnovata; al Senato, prevedibilmente, e alla Camera, pallottoliere alla mano -anche per contare quanto costa di mutuo ogni No alla sfiducia strappato ad opposizioni varie.

Ho dei dubbi e delle riflessioni in proposito:

1. Ci hanno veramente stancato. Spero che questa vicenda si concluda in qualche modo quanto prima, e si torni a parlare di bungabunga, di rifiuti e di cronaca nera a caso, perché la cronaca giornalistica sui temi politici, gli scambi di battute tra oppositori, e i vari "panini" dei tg sono diventati rapidissimamente intollerabili.

2. Non ho capito. FLI nasce in seno al PDL, chiede, sempre meno velatamente, al premier di farsi da parte, poi (fine settembre) gli rinnova la fiducia in Parlamento, poi (novembre) Fini in persona chiede le dimissioni del premier mentre Bocchino -tipo il vice di Fini- propone allo stesso premier di creare un governo tecnico -non si sa bene finalizzato a cosa- con a capo sempre quel premier lì.
Poi FLI sfiducia il premier, e oggi in Parlamento mezzo FLI -cani sciolti, colombe, codardi che siano- gli rinnova la fiducia.

3. L'atteso match alla Camera dei Deputati finisce 314-311 per il premier, indubitabilmente complici il calciomercato dei giorni precedenti, le intese febbrili di questa mattinata, i corteggiamenti e le marcature a uomo in una babele di simboli e partiti che più lontani da idee, e comuni cittadini che si ritrovano in idee, non potrebbero essere.
Insomma la maggioranza ottiene la fiducia per 3 voti. Poche ore dopo, un trionfale Bondi -tornato ad acquisire un colorito umano, dopo le settimane in cui sembrava un dead man walking in attesa di giudizio (che poi non c'è stato)- assiso sulle poltrone di Ballarò argomenta amabilmente di vittoria del buon senso, di governo che va avanti fino a fine legislatura, et cetera -facendo anche un Marameo alla Bindi, o forse me lo sono immaginato io.
Ora.
Com'è che l'ultimo governo Prodi fu, da Bondi e suoi confratelli, criticato e deriso da origine a caduta perché si ammantava di stabilità con un vantaggio di soli 25mila voti, e oggi la Camera spaccata a metà sembra invece il suggello di un trionfo che legittima la prosecuzione di un governo che da mesi è tutto un rigurgito di divisioni interne?

4. Ho ascoltato tutte le dichiarazioni di voto, ho seguito le relative operazioni, la prima e la seconda chiama, l'aggressione successiva al voto della Polidori.
E mi viene da pensare che dopo le avvilenti vicende relative alla decisione di quest'ultima di rendersi irrintracciabile negli ultimi due giorni e oggi rinnovare la fiducia al governo, la Carfagna e quelle con analogo cursus honorum sembrano quasi un inno alla meritocrazia, da guardare con sorpresa nostalgia.



permalink | inviato da sedicodiana il 14/12/2010 alle 23:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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