.
Annunci online

31 dicembre 2016
2016-2017
È vero, è appena trascorso un anno complicato. Ma talmente ricco di promesse, che va bene anche così.
Le promesse che riempiono i miei auspici ed ogni riflessione in questo momento di transizione da un numeretto all'altro sono le nostre ricerche di una casa tutta nostra e le passeggiate sulla spiaggia deserta, quando tutti gli altri sono nel rumore; è mio padre che guarda quel pancione crescere e gli rivolge un "ciao, piccolo" che tradisce tutta l'impazienza del futuro nonno, è l'attiva attesa del momento in cui da dietro il suo strascico vedremo il suo lui emozionato all'altare e la scorteremo fin lì ed io vedrò il mio, di lui, proprio accanto. Testimoni di un amore che è già famiglia.
È la speranza che l'abbraccio materno che a volte proprio mi commuove abbia l'energia necessaria per venire trovarmi a distanza da casa e creare un ricordo in quella che ora è casa mia.
E ci sono, sempre, le mie domande su me stessa. Ad alcune delle quali spero di dare risposta nei prossimi 365 giorni.
Buon anno!

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. 2017 promesse fine anno nipoti

permalink | inviato da sedicodiana il 31/12/2016 alle 23:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
2 febbraio 2014
Il meglio deve ancora venire.
In questa routine che da molto tempo non mi somiglia né appartiene, in tutta questa insopprimibile esigenza di cambiare e provare a fuggire da una realtà che prova a spegnermi ogni giorno, ci sono ancora, ogni tanto - bastano un po' di calma e di tempo non scadenzato -, delle cose e dei momenti che mi danno i brividi.

Una sciocca canzone pop con la frase giusta dentro il ritornello, ricordo di promesse romantiche che apparivano lontane e adesso sembrano poter avere la forza di avvicinarsi a grandi passi, diventando progetti. Il sapore di una piccola concessione a se stessi in giorni pieni di sacrifici. La continua conferma che dovunque io sia, per quanto poco tempo abbia da dedicare a ciò che conta, e seppure potrebbe essere vero che sono riusciti a cambiarci, ci son riusciti lo sai, persone eccezionali mi sono attorno con una complicità tale da ricordarmi cosa resiste di bello, in me e nella mia vita.

1 ottobre 2012
Metti una sera al Don Juan
Metti una sera a Napoli, uno spettacolo di balletto al Teatro di Corte del Palazzo Reale; metti il traffico intenso fin dalla tangenziale di Salerno e quindi il ritardo certo, i sanpietrini le cui fughe sembrano misurate perfettamente sulla circonferenza dei tuoi tacchi lucidi, il degrado concentrato in scene che non vuoi vedere, troppo ingiuste per tanta sfacciata bellezza; metti la scalinata in marmo chiaro e il garbo delle volte decorate coi riccioli barocchi, mentre gli acuti della musica ci guidano verso l'ingresso giusto.

Metti una prima fila del tutto casuale, lo spettacolo inusuale, la bellezza dei corpi coi muscoli in tensione di cui la danza è schiettissima rivelatrice, il musico con la chitarra seduto di lato ad accompagnare col pizzico delle corde il fruscio coordinato delle sottane. Metti un sorriso e uno sguardo d'intesa -che bello condividere tutto questo.

Metti, a fine spettacolo, che la balconata che dà su Piazza Plebiscito sia accessibile.
Metti un trombettista solitario nascosto in chissà quale punto del colonnato, la piazza varcata da pochissime persone, una coppia elegante e silenziosa, un gruppetto di amici con la cadenza marcata. Metti, a destra, la certosa di San Martino poco illuminata; a sinistra, la verticale del Palazzo che termina appena dove inizia la luna piena, e l'anonimo jazzista che fa da sottofondo al nostro pensiero, è tutto surreale -è tutto così perfetto che non sembra vero, potrebbe trattarsi di un qualsiasi momento, di un qualsiasi posto nel mondo -potrebbe perfettamente trattarsi di Napoli.
25 gennaio 2012
Quali sono le 5 emozioni più importanti per te?
Ci ho pensato poco, prima di rispondere a questo sms.
E, quasi di getto, ho scritto così:

Gioia
Appartenenza
Attesa
Sorpresa
Soddisfazione

Approfondire ciascuno di questi macrocosmi, nel loro significato interiore e relazionale, mi sembra ambizioso e credo sarebbe superfluo.
Sicuramente ho tralasciato qualcosa.
Quel che mi colpisce, però, è che a distanza di quasi 24 ore da questa risposta, non mi è sovvenuto altro che avrei potuto aggiungere o sostituire perché più efficace o attinente.

Idee chiare o visuale ristretta?



permalink | inviato da sedicodiana il 25/1/2012 alle 22:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
18 aprile 2011
Musica Nuda
Pablo Picasso diceva che per rinnovare l'arte e fondarne una veramente nuova, bisogna destrutturare quella tradizionale. E per farlo, è necessario conoscerne a perfezione le regole.

Lo spettacolo cui ho assistito ieri sera segue perfettamente questi dettami.
Musica Nuda è "uno strano gruppo di due soli elementi", composto da Petra Magoni, minuta cantante dalle qualità vocali straordinarie, e Ferruccio Spinetti, contrabbassista campano di lungo corso.

Iniziano seri, compiti, bravissimi. Brani inediti dal nuovo album, brividi fin dal primo virtuosismo.
Si sciolgono, travolgono, scherzano, giocano con voce -che da sola compendia un'orchestra- e strumento, usano l'ironia e il talento, ed io non faccio in tempo a introiettare emozioni, che già eccone un'altra valanga, mi trovo assorta, dentro alle note, vicinissima a quel palco poco illuminato e completamente avvolta da questa dimensione spiazzante, sorprendente, oltre le aspettative e le speranze.
Leggiadria incredibile e poi attimi quasi onirici distribuiti in un continuum perfettamente armonizzato.

E come sempre quando un'espressione artistica mi coinvolge tanto, eccomi a scoprirmi immersa in un flusso di coscienza, qualcosa dentro agisce fuori dal mio controllo e avverto nitidamente il fluire di pensieri che credevo ormai lontani dalle mie contingenze, mi impongo di tornare nel mood della serata, ed ecco un altro intervallo interiore, un sorriso al pensiero di chi è qui a condividere con me, e può capire, ed un altro, al pensiero di chi voleva esserci ma è a troppi chilometri da qui per presenziare, e ancora la promessa, ripetuta allo sfinimento, di riviverla insieme una serata così, semplicemente perfetta.





11 gennaio 2011
Undici gennaio, dodici anni fa, e in realtà non se n'è mai andato.
http://www.youtube.com/watch?v=bHmdiwlnYy8&feature=fvst

Non conosco l'opera omnia di Fabrizio De Andrè, ma ho una ragionevole certezza: questa è una delle canzoni più belle che io conosca in assoluto, quella che d'impulso mi viene da canticchiare quando lo si nomina, una delle espressioni più alte di come si possa (pochi possano) creare atmosfere impareggiabili, e che non ti lasciano mai più, rubandoti pochissimi minuti, restituendoti in cambio un'esperienza estetica inimmaginabile, prima di allora.



Ti t’adesciàe ‘nsce l’èndegu du matin 
ch’à luxe a l’à ‘n pè ‘n tera e l’àtru in mà

Ti sveglierai nell'indaco del mattino
quando la luce ha un piede in terra e l'altro in mare...



permalink | inviato da sedicodiana il 11/1/2011 alle 23:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
16 dicembre 2010
Nuove ossessioni prenatalizie
A dare un suono al freddo polare, che ha un odore in questi giorni percepibilissimo, ecco (per problemi della piattaforma non posso che segnalarlo così: http://www.youtube.com/watch?v=iWOyfLBYtuU ) l'oggetto del mio ultimo loop, colonna sonora di un sacco di pensieri, di ore, di cose...



permalink | inviato da sedicodiana il 16/12/2010 alle 1:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
17 novembre 2010
Essere Petra Magoni
e al rientro a casa, magari canticchiando vertiginosi spigoli di acuti dopo una giornata di prove con Ferruccio Spinetti che comunque nulla hanno potuto contro il tuo fascino, salutare con un bacio quello scapigliato amante delle note basse, quel guitto ironico e istrionico di tuo marito Stefano Bollani.

Vorrei solo dire, stimatissima Petra, che Stefano, ieri sera, al Teatro Verdi di Salerno, tutto bene.
Ma bene al punto da lasciare incantati, divertiti, incuriositi, sorpresi.
Bene così tanto che le mani applaudivano in modo irrefrenabile e scrosciante, nella speranza del terzo, del quarto, magari del quinto bis. E che solo la timidezza si è frapposta all'idea di accoglierlo all'uscita riservata agli artisti -ormai nota ai più e regolarmente assaltata da spettatori emozionati-, per stringergli la mano e dichiarargli un definitivo, completo, trascinante innamoramento.

Bene che è stato impossibile non pensare che sarebbe proprio bello che ogni serata andasse così: un bellissimo vestitino nuovo, qualche amico intorno, e un pianoforte a coda generosamente suonato, preso in giro, domato da lui.



permalink | inviato da sedicodiana il 17/11/2010 alle 0:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
12 febbraio 2010
No other way, ossia come innamorarsi di una canzone.
Sabato gelido di compleanni e pioggia, cerco riparo in uno strascico di festa tra fratelli e relativi amici.

Il tempo di ambientarmi, volti noti ma non intimi, qualche risata che distende il disagio residuo, sorseggio ottimo cherry fatto in casa, divisa tra l'ascolto di fitti discorsi di politica locale e parole frivole e rade.

Musica bella, di quella per cui i vicini si lamenteranno, chè sono pur sempre le 3 inoltrate, ma adattissima al contesto.
Distanti da ogni genere di discorso, Lui e Lei cantano, un pò ballano, ridono accanto al pc, moderno jukebox poggiato sul banco dell'angolo bar.

Le note si fanno invadenti, finchè la canzone rockeggiante-fuori tema non termina, per lasciar posto a note da anni '50, sottofondo ideale ai discorsi che proseguono.

Sul ritornello, struggente e forte, sguardo d'intesa col fratello maggiore, ci giriamo verso di Loro: Lui, intonazione impeccabile, canta sorridente in modo perfetto ed emozionato guardandoLa negli occhi, vicini solo i visi, le mani intrecciate, i corpi distanti ma che ondeggiano sui lati accompagnando la canzone, in un movimento sincrono, come in uno specchio.
Ridono.

Non posso liberarmi di tanta dolcezza leggera, non so ascoltare altro.
No other way, Paolo Nutini.



permalink | inviato da sedicodiana il 12/2/2010 alle 1:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
23 gennaio 2010
motivetti che rasserenano, parole leggere che volano intorno.

Andavo all'asilo quando Lorenzo Jovanotti esplodeva a Sanremo con Sei come la mia moto.
Avevo 5 anni, e già lo adoravo.

Fasi alterne, alti e bassi, il nostro rapporto non ha mai smesso di regalarmi piccole gemme.
L'ultima, qualche settimana fa.
Diffidenza per un singolo che diventa colonna sonora di un film commerciale, primo ascolto timoroso di un'eventuale delusione, remore che si sciolgono entro la prima strofa.



Un bellissimo spreco di tempo
un’impresa impossibile
l’invenzione di un sogno
una vita in un giorno
una tenda al di là della duna

Un pianeta in un sasso, l’infinito in un passo
il riflesso di un sole sull’onda di un fiume
son tornate le lucciole a Roma
nei parchi del centro l’estate profuma.



..una fiamma che incendia l’aurora.

Un errore perfetto, un diamante, un difetto
uno strappo che non si ricuce.

Un respiro profondo per non impazzire
una semplice storia d’amore.



Baciami ancora
 profuma di sorrisi pieni di cose, di tramonti di fine estate, di calma palpabile.. di leggerezza.
Bello averla tutto intorno, nell'aria che respiro, da giorni.






permalink | inviato da sedicodiana il 23/1/2010 alle 23:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte




IL CANNOCCHIALE