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21 febbraio 2012
Le nostre parole e le nostre azioni (cioè, le nostre scelte)
"La colpa è mia, piangeva, ed era vero, non si poteva negare, ma è pur certo, se può servirle da consolazione, che se prima di ogni atto ci mettessimo a prevederne tutte le conseguenze, a considerarle seriamente, anzitutto quelle immediate, poi le probabili, poi le possibili, poi le immaginabili, non arriveremmo neanche a muoverci dal punto in cui ci avrebbe fatto fermare il primo pensiero. I buoni e i cattivi risultati delle nostre parole e delle nostre azioni si vanno distribuendo, presumibilmente in modo alquanto uniforme ed equilibrato, in tutti i giorni del futuro, compresi quelli, infiniti, in cui non saremo più qui per poterlo confermare, per congratularci o chiedere perdono".

José Saramago, Cecità



permalink | inviato da sedicodiana il 21/2/2012 alle 21:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
23 settembre 2011
Purché se ne parli
"Sono uno scrittore"
"Un blog non è scrivere; sono graffiti con la punteggiatura"
[dal film Contagion]



permalink | inviato da sedicodiana il 23/9/2011 alle 13:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
9 aprile 2010
Il libraio di Selinunte
Roberto Vecchioni che scrive di Sicilia; la fantasia, la cultura sconfinata. E le parole.
Stralci di una favola che racconta l'importanza, e la bellezza, delle parole.




Ce ne restammo tutta la notte insieme stesi sulla spiaggia di Alcamo, perché io non avevo sonno, perché lui non ne aveva; e perché ero vagamente triste mi prese fin da principio quel suo buttar lì frasi interrotte che aprivano spazi e pianeti e costellazioni e un camminare esperto su metafore insolite, cucendo a largo giro il principio e la fine a un nuovo principio, fino a lasciare qua e là volatile un gusto di cui non sei mai pago e ne vorresti ancora.
[.......]
Improvvisamente il vino e la luna ci trasformarono in due bambini che scartano i regali a Natale, in due ragazzi che si scambiano figurine rare e mancanti, ma lui aveva una memoria incommensurabilmente più grande, e una voce che metteva i brividi, una voce che pareva venisse dall'uomo stesso, come se improvvisamente tutti gli uomini potessero parlare insieme.
Individuai allora due silenzi. Quello totale, inguaribile, della solitudine senza rimedio: e capii che questo silenzio lo riempiamo in modo ridicolo di cose che non hanno parole alle spalle; e l'altro, che le parole non abbandonano mai e te lo concedono per amarle ancora di più. Si parla per sentirsi vivi: è come se la morte, la fine, avessero paura, si tenessero lontane quando un uomo racconta ed emoziona.



Quando riprese a leggere, ero euforico. Mi ero accorto (in mezz'ora? in un'ora?) che certe parole fanno prodigi e pensavo tra me e me: <<Quanti uomini avranno scritto parole così? Migliaia, di più, forse. E quanti saranno i libri, quante le parole usate? Più di tutti gli alberi, di tutte le farfalle, di tutti i mattini. E per quanti tu possa viverne, non esistono due mattini con gli stessi alberi e le stesse farfalle>>.



Quando, tenendole la mano, mormoro a Primula qualcuna delle frasi del libraio, lei mi guarda con quei due occhi grandi, come persi nel nulla, senza una luce, un accenno d' emozione. Ma io non la smetto, non mi arrendo. Rostand, Eschilo, Neruda, Eliot, Gadda. Non c'è un piano, una regola: quel che mi esce, mi esce. A volte mi metto in piedi tra lei e il tempio, come una voce fuori campo, un suggeritore, un estraneo; altre volte le parlo a una spanna dal viso, puntandole gli occhi nei suoi: misuro, centellino le parole, le faccio scorrere una alla volta staccandole e marcandole per lasciarle il tempo di intenderle. E' come se le inoculassi questo mare di emozioni con un contagocce, poco, poco alla volta.
A volte penso che sia vero, del libraio. Forse non si può vivere come le sue parole, piene zeppe di luce.



Tutte le parole scritte dagli uomini sono forsennato amore non corrisposto; sono un diario frettoloso e incerto che dobbiamo riempire di corsa, perché tempo ce n'è poco. Un immenso diario che teniamo per Dio, per non recarci a mani vuote all'appuntamento.






permalink | inviato da sedicodiana il 9/4/2010 alle 21:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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