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21 marzo 2011
Miscellanea (prima o poi doveva succedere)
Pensieri, sparsi sul tavolo con la scusa che in vino veritas e il dubbio che neanche 12 ore e mi pentirò di averli resi pubblici.

Punto 1: Un appello. Voi, fidanzate dei miei amici uomini. Inutile esibirli come trofei, sono ragazzi; e non c'era nessuna competizione, non avete vinto nulla. Né potete tenerli sulle spine e avanzare tacite pretese di costante dimostrazione che la complicità tra loro e una cara amica è il solo frutto possibile di quel rapporto.
So cose che voi non saprete mai, e le custodisco gelosamente come una ricchezza condivisa. Solo volendolo avrei potuto cose, che sono esattamente quelle che temete, che però non ho mai pensato di fare. Quindi, state tranquille, e anzi, siate sagge: inimicarvi la confidente del vostro compagno può costarvi la migliore supporter nei momenti di crisi. Non vorrei essere maligna. Ma pensateci.

Punto 2: I quarantenni. Cari Voi -un altro appello?-, che vi mostrate fintamente sorpresi quando dichiaro di essere una under 30. Nessuna donna al mondo, neanche la più cervelluta, potrebbe mai prenderla come un complimento. Modificate strategia, e mostratevi anche meno sicuri sul tema "così va il mondo". Un uomo che ha già scoperto tutto, tra qualche mese sarà un uomo che non ha più nulla da raccontare.

Punto 3: Proverò a prenderla con ironia, se mai fosse possibile. Quindi -giuro che non l'avevo pensata come un ulteriore appello-, ecco; ai pochi che prendono le decisioni in questo Paese -o a quelli che fingono di farlo in attesa di direttive dall'alto-, faccio presente che: dire "siamo in guerra" fa terribilmente anni '90. Il post-spalline/paninari/eroinomani per le strade. Dire "non siamo in guerra" quando ci siamo, fa bugiardi. E le elezioni sono vicine. E non è passata neanche una settimana, da quel problemino con le dichiarazioni sul nucleare.



permalink | inviato da sedicodiana il 21/3/2011 alle 1:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
24 gennaio 2011
Quando fate così, mi rendete una brutta persona
"Com'è il nome?"
"Diana!"
"Ileana."
"MMMM no... Diana."
"Ah!"

E giù via con ogni possibile variante.
Viviana, Oriana, Dania, Eliana, "Come?!".
Per non parlare di chi deve tenerlo a mente, e poi mi apostrofa con Nadia.
Dura solo un attimo, ma sappiatelo: in quell'attimo, vorrei vedervi sparire.


Cordialmente Vostra, 

(è inutile che mi firmi, giusto?)



permalink | inviato da sedicodiana il 24/1/2011 alle 19:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
22 maggio 2010
Piccolo vademecum di sopravvivenza per una giornata fuori città
Può darsi il caso che il tuo giovane relatore di tesi ti esorti a partecipare ad un convegno di studi che si tiene a Roma in una bella giornata di maggio.
In questa eventualità, ci sono alcuni memoranda che dovresti tenere presenti, per evitare incidenti e fuori programma che potrebbero rivelarsi fonte di imbarazzo o di semplice difficoltà.

Memorandum n.1:
Se sei sveglia dopo sole 4 ore di sonno, e hai un treno di lì a 20 minuti, le probabilità di macchiarti la camicia con il mascara aumenteranno del 92,4%.
(Attenta anche al cactus che tua madre ti ha recentemente regalato, poggiandolo sulla mensola dove tieni la boccetta del profumo. Un solo dato: 99,6%.)

Memorandum n.2:
Se il tuo disponibilissimo contatto romano, che è solito arrivare al lavoro intorno all'ora della pausa pranzo, ti promette di condurti in auto dalla periferica Stazione all'Università persa nel nulla, al tuo arrivo a Roma a convegno già iniziato... NON FIDARTI: nel chiamarlo, lo sveglierai.
(c'è di buono che compenserà portandoti a pranzo in un cortile nel cuore della Garbatella :).

Memorandum n.3:
Prima di entrare nell'aula universitaria in cui troverai il tuo relatore assiso tra i banchi con altro mezzo mondo-di-quello-che-conta, assicurati di non uscire dalla toilette con la cerniera abbassata: la giacca non sarà così clemente da celare per intero la tua disattenzione.
E dotati di una penna alternativa a quella color puffo della tua banca: ti sarà essenziale per evitare gaffes quando il tuo professore, che hai fatto alzare per sedergli quasi accanto, te ne chiederà una che si porterà anche al tavolo dei relatori.

Memorandum n.4:
Lo scarso preavviso con cui organizzi una giornata di studi a poche centinaia di km da casa non è un motivo sufficiente per scegliere, per i tuoi appunti, un quadernino con cui all'asilo faresti un figurone, per giunta con cover verde acido (i professoroni che usano pc e palmari per lo stesso scopo potrebbero lanciarti occhiate problematiche per la tua autostima, inducendoti a trovare un'alternativa nel retro delle preziose fotocopie che avevi portato con te per studiarle in treno); nè per pensare che giocare d'azzardo caricando la batteria del cellulare per solo mezz'ora, al mattino, possa bastare ad essere sicura della tua autonomia -specialmente se non hai ancora capito bene come tornerai a casa.

Memorandum n.5:
Non commettere l'errore di sottovalutare, ripeto, NON SOTTOVALUTARE:
-l'idea che tu possa aver visto "la peggio società" romana avendo in passato alloggiato a Piazza Vittorio: non conoscevi ancora Piramide;
-il fatto che nel darti indicazioni, qualche Romano possa dirti: "il civico 150 è vicino, qui siamo già al 70".
Settanta civici romani coprono la lunghezza di una tappa del Giro d'Italia: fallo per i tuoi piedi. Prendi un autobus.

Memorandum n.6:
Volare nel primo Zara per dotarti di una Tshirt giovane che sostituisca la camicia seriosa già provata dalle esperienze mattutine?
Se lo hai pensato, BENE.
Se -dimenticandotene e prediligendo a buon diritto un aperitivo al quartiere Monti- non lo hai anche fatto: MALISSIMO. Perchè,
Memorandum conclusivo, se il tuo amico che si autoproclama tuo salvatore viene a prenderti all'arrivo con lo scooter di un terzo amico, sai già (LO SAI...) che non ti sta portando a casa, bensì nel locale più cool della movida salernitana.
Dove incontrerai almeno metà delle persone che conosci, ai cui sguardi spaesati dovrai spiegare perchè, al venerdì sera, ti trovi lì abbigliata come un'avvocato, con tanto di occhiali da studentessa compassata!



permalink | inviato da sedicodiana il 22/5/2010 alle 14:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
23 novembre 2009
Fenomenologia semiseria di un castello in aria
Un'occasione, un attimo, un'idea; possono bastare per iniziare a costruire castelli in aria.

E' un'espressione che mi affascina; castelli in aria. Grandi cose, leggere e bellissime.
E prive di ogni fondamento(/a).

Stilo dunque una piccola fenomenologia emotiva di un castello in aria, con l'avvertenza che i tempi tra un passaggio e l'altro potrebbero sensibilmente variare a seconda di chi si trova a costruirne.

Fase 1 [immediatamente successiva all'evento scatenante]:
Entusiasmo, assenza di lucidità



Fase 2 [tempo minimo trascorso dalla Fase 1: 12 ore]:
Entusiasmo, assenza di lucidità, fugace ombra di un dubbio

.......

Entusiasmo, assenza di lucidità, prime avvisaglie di incertezza



Fase 3 [spontaneo esaurimento dell'entusiasmo iniziale]:
Assenza di lucidità, dubbi, aumento del desiderio che il castello sia realizzato

.......

Assenza di lucidità, dubbi, emergere delle speranze



Fase 4 [successiva ad assoluta immobilità delle circostanze sperate]:
Assenza di lucidità, prime analisi della situazione

.......

Assenza di lucidità, istintivo rifiuto delle proprie conclusioni



Fase 5 [l'inizio della FINE]:
Riaffiorare di un barlume di lucidità, nuovi dubbi conseguenti

.......

Riaffiorare di un barlume di lucidità, rifiuto delle nuove conclusioni



Fase 6 [......]:
Somma delle vecchie e delle nuove conclusioni



Fase 7 [.........................]:
LUCIDITA'.

.......

lucidità, acquisizione di consapevolezza



Fase 8 [crollo del castello]:
Rassegnato ma non definitivo senso di impotenza;
rischio, solo eventuale, che intervenga una variabile: l'amarezza.



permalink | inviato da sedicodiana il 23/11/2009 alle 20:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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