Blog: http://sedicodiana.ilcannocchiale.it

Questo tempo in bilico

Oggi mi sono svegliata con la sensazione che il mio cervello stesse "decodificando". Per tutta la giornata ho avvertito in me un certo brusio emotivo, che credo richieda un foglio bianco per trovare forma. Ed eccoci.


Siamo la generazione Erasmus, quella irresistibilmente destinata a vivere il mondo senza confini, cresciuta con l'idea che per superare le distanze bastasse un buon segnale wi-fi. E di colpo ci troviamo, per una validissima, atroce ragione, reclusi nella materialità di quattro mura dal "nemico" che non somiglia ad alcuno dei racconti bellici e di povertà di un paio di generazioni addietro, ma suscita un groviglio di contraddizioni e di paure che, per la prima volta in decenni, sarebbero in grado di minare la serenità di massa in cui finora abbiamo vissuto.

E nell'immensa gratitudine per non trovarmi in alcun modo "al fronte", avendo il privilegio di dover soltanto stare chiusa qui in una solitudine silenziosa mai provata, mi trovo a leggere le mie giornate come un pendolo.

Stiamo sempre all'erta - non lasciamo vincere la paura.
Ragioniamo la spesa alimentare in modo che non dobbiamo tornare di continuo al supermercato - non svuotiamo gli scaffali, lasciamo che anche gli altri possano rifornirsi.
Sosteniamo i produttori locali e nazionali - non esponiamo i corrieri stremandoli con continue consegne a domicilio.
Rimaniamo accanto a chi amiamo - non avviciniamoci a meno di 1 metro da qualunque umano incrociamo.
Riscopriamo il mistero della vecchiaia e la sacralità della morte - proteggiamo gli anziani isolandoli, non insistiamo per poter piangere i defunti.
Restiamo ottimisti e fiduciosi - guardiamo in faccia la realtà.
Guardiamoci negli occhi mentre ci parliamo, così tanto che non ricordiamo qual è stata l'ultima volta - ma facciamolo soltanto in videochiamata.
Speriamo di tornare il prima possibile alla vecchia vita - speriamo che quando torneremo alla vita, non sarà come la vecchia.

E in questo tempo così in bilico, una banale certezza mi si para davanti e non resiste a contraddizioni: è proprio vero, è l'amore a salvarci. A tenerci in vita, a stringerci vicini, a farci palpitare quando lo spirito è ingrigito, a motivarci nel coltivare la nostra umanità, a spogliare di senso gli orpelli e spingerci alla sostanza, a generare in noi tensione verso la bellezza, a farci pensare che riabbracciarci sarà la conquista più grande.

Non vedo l'ora che questo momento diventi storia. Sarà una terribile ferita nei nostri ricordi, ma a fronte dell'aspetto ineluttabile, con un po' di coraggio potremmo uscirne migliori di come ci siamo entrati. 
Siamo nelle nostre mani.

Pubblicato il 23/3/2020 alle 23.36 nella rubrica diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web